IL PROGETTO SPRAR DEL COMUNE DI BOLOGNA

Foto-Accoglienza-Sprar

Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali italiani che – per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata – accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.

Nel 2001 il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR) siglarono un protocollo d’intesa per la realizzazione di un “Programma nazionale asilo”. Nasceva così il primo sistema pubblico per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, diffuso su tutto il territorio italiano. La legge n. 189/2002 ha successivamente istituzionalizzato queste misure di accoglienza, prevedendo la costituzione del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Attraverso la stessa legge, è stato istituito il Servizio centrale di informazione, promozione, consulenza, monitoraggio e supporto tecnico, con la funzione di coordinamento dell’intero sistema.

Il progetto territoriale SPRAR del Comune di Bologna, aderente alla rete nazionale dal 2004, ha complessivamente accolto, nel 2016, 253 persone. (per i dati aggiornati si veda la sezione “dati”).

Il progetto territoriale prevede una serie di azioni sinergiche coordinate da ASP Città di Bologna e realizzate insieme ai partner Arcolaio, Mondo Donna, Lai-momo e Camelot.

Come accogliere

La specificità dell’accoglienza nello SPRAR è il frutto della concatenazione di azioni individualizzate che hanno come obiettivo la costruzione di percorsi di autonomia lavorativa e abitativa mirando a un obiettivo più generale che prevede un inserimento sociale nel territorio di riferimento. Il progetto fonda i propri interventi sulle linee indicate dal Servizio Centrale SPRAR che possono essere brevemente riassunte in:

  • applicare un approccio olistico che considera più aspetti in relazione fra loro e non una singola linea di intervento di aiuto;
  • garantire misure di assistenza e protezione alla singola persona;
  • favorire il percorso verso la riconquista della propria autonomia;
  • mirare ad un’accoglienza integrata in base alla sostenibilità numerica del territorio;
  • costruire e rafforzare la rete territoriale.

Il punto di accesso del progetto SPRAR di Bologna è costituito dall’Unità Operativa Protezioni Internazionali di ASP che funge da servizio sociale cittadino per i richiedenti e beneficiari presenti sul territorio. L’accoglienza dei beneficiari avviene presso 21 strutture, per 193 posti complessivi.

Nel corso del periodo di accoglienza la persona viene sostenuta:

  • nel rapporto con le Pubbliche Amministrazioni;
  • nell’apprendimento della lingua italiana;
  • nell’accesso e nell’utilizzo del SSN;
  • nell’inserimento al lavoro attraverso tirocini formativi e supporto alla ricerca di un’occupazione;
  • con inserimenti in laboratori che permettono la socializzazione e un’apertura verso il contesto esterno.

Gli enti coinvolti

Gli interventi messi in campo per l’attuazione di questi servizi sono realizzati da: