Tra sport, cultura e volontariato un arcobaleno di amicizie

Mezzogiorno di un martedì di fine luglio in un campo sportivo alla periferia di Bologna. Fa caldo, un mare di cicale frinisce senza sosta e copre quasi il rumore degli aerei che ogni cinque minuti decollano pochi metri sopra i tetti delle case della Pescarola. Su un campo da calcio, l’unico posto con un po’ di ombra in tutto il centro sportivo Pizzoli, si dà appuntamento anche oggi un gruppo di ragazze e ragazzi. Si ritrovano qui dall’inizio di luglio ogni lunedì, martedì e mercoledì per un paio d’ore da trascorrere in compagnia. Si gioca a calcio, a basket, si ascolta musica, si disegna, si scrive, si fanno piccoli laboratori artistici e si fa conversazione, cercando la lingua più efficace per capirsi tutti.

Un gruppo si dà appuntamento al centro sportivo mentre un altro, negli stessi giorni e orari, si trova al Centro Interculturale Zonarelli per dedicarsi a corsi di informatica. Ci sono giovani richiedenti asilo, titolari di protezione e giovani volontari, quello che ne esce è un arcobaleno di nazionalità ed esperienze che si incontrano nel progetto INTEgreat, gestito dalla cooperativa Camelot e dall’associazione MondoDonna onlus.

 

 

Un’esperienza di scambio

Il progetto si svolge in collaborazione con l’associazione internazionale AIESEC, organizzazione gestita da studenti, che promuove scambi culturali tramite esperienze di volontariato e stage professionali. AIESEC Italia ha quindi coinvolto nel progetto INTEgreat sei volontari provenienti da Ucraina, Canada, Grecia e Turchia, curiosi di conoscere meglio una realtà come quella dell’accoglienza. Sono studenti e studentesse ai primi anni di università, molti dei quali si trovano per la prima volta lontano da casa.

Oltre ai volontari ci sono i beneficiari di strutture SPRAR dell’area metropolitana di Bologna – in totale hanno aderito in ventisette, coinvolti da Camelot e MondoDonna – interessati a fare nuove conoscenze e passare alcune ore, durante l’estate, facendo attività che possono essere utili per la loro formazione. Insieme a loro anche operatori tra cui Francesco, Andrea, Daniela e Hilary, che sovrintendono a un progetto i cui contenuti e programmi quotidiani sono proposti e realizzati dai volontari. Aderiscono e collaborano con INTEgreat in varie forme la Polisportiva Lame, il Centro Zonarelli, A.P.D. Hic Sunt Leones e UISP Bologna con il patrocinio del Quartiere Navile.

 

 

Dalle università di Ucraina e Canada per conoscere e dialogare

Karina ha 20 anni, studia lingue e viene dall’Ucraina. “Credo si debba fare qualcosa di importante nella vita e incontrare persone che hanno lasciato il loro Paese è una di queste – spiega -. Questa esperienza credo mi servirà tanto sia per migliorare il mio italiano sia per capire che anche quando pensiamo di avere dei problemi difficili da risolvere, che ci fanno sentire depressi, una soluzione c’è sempre. Lo abbiamo imparato confrontandoci con questi ragazzi, che hanno vissuto situazioni molto complesse ma hanno comunque una visione positiva della vita. Davvero non abbiamo motivi per sentirci depressi. Stiamo imparando anche a cavarcela da soli, risolvendo i problemi organizzativi quotidiani senza l’aiuto dei nostri genitori e amici”.

Per Daria, 18 anni, anche lei ucraina e matricola universitaria della facoltà di lingue, l’immigrazione è uno dei temi più pressanti del nostro tempo. “Penso che tutte le persone dovrebbero trovarsi nelle stesse condizioni, con le stesse opportunità – chiarisce -. Sono qui perché voglio aiutare questi ragazzi a sentirsi meglio, a non avere paura, voglio essere un’amica per loro perché credo che non abbiano molti amici qui, e vorrei anche contribuire a combattere gli stereotipi, che anche in Ucraina sono numerosi e immotivati riguardo gli immigrati. Dovremmo essere tutti più aperti e più responsabili su quello che accade intorno a noi”.

Tia ha 19 anni e viene da Vancouver, in Canada, dove studia Scienze Politiche. È la sua seconda volta in Italia, dove era già venuta 5 anni fa come turista con i genitori. “Nel mio Paese ho già incontrato e conosciuto altri rifugiati – dice –. Mi accorgo che c’è un problema, per questo ho deciso di partecipare al progetto. Ho trovato qui tutti ragazzi molto aperti, sereni e positivi. Mi piace anche che sia lasciata a noi volontari la libertà su come organizzare le attività del progetto, giorno per giorno. Sicuramente è un’esperienza molto interessante”.

L’attività di oggi prevede anche un piccolo laboratorio artistico: in una pausa tra le attività sportive le volontarie indossano delle magliette bianche e ne consegnano ai ragazzi e vicendevolmente realizzano disegni, in ricordo di questa esperienza.

 

 

Elvis e Lamin: “Abbiamo dei nuovi amici con cui parlare della vita e del futuro”

Tra i richiedenti asilo c’è Elvis, nigeriano di 34 anni, da un anno e mezzo in Italia e ospite in una struttura SPRAR di Minerbio. Sta studiando l’italiano a scuola in attesa dell’audizione in Commissione. Del gruppo che partecipa al progetto è il più maturo e ha le idee chiare sul motivo che l’ha spinto ad aderire alle giornate di INTEgreat: “Mi piace incontrare sempre nuove persone: sia i volontari che gli altri ragazzi che ho conosciuto qui sono tutte belle persone e il progetto è ben organizzato. Abbiamo parlato tanto tra noi durante questi incontri, abbiamo parlato di cose della vita. È stato un confronto molto utile”.

Lamin, gambiano diciottenne, da un anno in Italia e ospite della strutture per minori “Casa Cignani”, gestita da Camelot, è molto attivo e partecipa a quasi tutte le iniziative che gli vengono proposte. “Mi avevano detto che era un progetto per incontrare nuove persone provenienti da altri Paesi – racconta -, mi interessava venire. Ho scelto la parte sportiva perché faccio già calcio, hip hop e palestra. Frequento poi anche gli scout al Sacro Cuore, faccio parte del Clan Bologna 7. Durante l’anno studio metalmeccanica al Villaggio del Fanciullo e, quando avrò finito i due anni di corso, spero di poter restare a Bologna e trovare lavoro, perché qui mi trovo bene. Con i volontari del progetto abbiamo legato molto, siamo amici e ci vediamo anche al di là delle ore previste. C’è stato un grande scambio, abbiamo parlato a lungo del nostro futuro”.