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Una geografia della mediazione interculturale nell’area metropolitana di Bologna

In occasione della Giornata Internazionale del Migrante, giovedì 18 dicembre 2025 si è svolto presso la Casa di Quartiere Katia Bertasi di Bologna il seminario formativo “Geografia degli interventi di mediazione interculturale nell’area metropolitana di Bologna”, promosso nell’ambito del Servizio Centralizzato di Mediazione linguistico-culturale e traduzioni del Comune di Bologna e di ASP Città di Bologna, con la collaborazione del Progetto SAI metropolitano.

L’incontro, rivolto a mediatrici e mediatori interculturali e al personale dei servizi che richiedono interventi di mediazione linguistico-culturale, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento, confronto e scambio di vedute tra professionisti e istituzioni impegnati quotidianamente nei contesti della scuola, della sanità, dell’accoglienza e dei servizi sociali.

Durante la prima parte della mattinata sono stati presentati e discussi i diversi ambiti di intervento della mediazione interculturale nell’area metropolitana bolognese, offrendo una lettura ampia e articolata delle pratiche attive nei servizi. Sono intervenuti/e Marzio Barbieri, Regione Emilia-Romagna, Settore Politiche Sociali, di Inclusione e Pari Opportunità; Mirca Ognisanti, Centro RiESco Comune di Bologna e Marta Alaimo, Open Group (Servizio in ambito scolastico); Valeria Gentilini e Francesca Ravanelli, AUSL Bologna, Fabio Simoni, Coop. Arca di Noè (Servizio in ambito sanitario); Pamela Montanari, Coop. Cidas (Servizio Centralizzato di mediazione e traduzioni del Comune di Bologna e di ASP Città di Bologna); Marina Frabboni, Coop. Abantu (Progetto SAI metropolitano); Daniele Greco, Servizio Protezioni Internazionali, ASP Città di Bologna.

I contributi dei relatori e delle relatrici hanno restituito una fotografia ricca e dinamica del lavoro di mediazione, mettendone in evidenza il valore strategico come strumento di accesso ai diritti, di inclusione e di costruzione di relazioni tra persone, servizi e comunità.

Il confronto ha favorito l’emergere di prospettive condivise e ipotesi di sviluppo, evidenziando l’importanza del coordinamento tra i diversi attori coinvolti, dell’investimento nella formazione continua e del riconoscimento crescente del ruolo professionale della mediazione linguistico-culturale all’interno dei servizi pubblici.

La seconda parte del seminario è stata dedicata a un focus formativo dello psicologo e psicoterapeuta Murphy Tomadin su neutralità, posizionamento e ruolo del linguaggio nelle narrazioni della migrazione, offrendo ai partecipanti uno spazio di riflessione sul potere delle parole e sull’attenzione necessaria nell’uso del linguaggio nei diversi contesti di intervento. Un approfondimento particolarmente apprezzato, che ha stimolato domande, riflessioni e un dialogo partecipato.

La giornata si è conclusa con la consapevolezza condivisa che momenti come questo rappresentano non solo occasioni formative, ma anche spazi fondamentali di crescita professionale e di costruzione collettiva di saperi, indispensabili per rafforzare la qualità degli interventi di mediazione e per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle nostre comunità.

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