L’appuntamento è nella casa di fianco alla chiesa di Santa Maria Maddalena di Cazzano, una frazione di Budrio, in provincia di Bologna. È un pomeriggio tiepido di fine estate. Il campanello suona, ad aprire alla porta ci sono Alexander con i suoi due figli, Sasha di quattro anni e Agniya di sei. “Eccoci, siamo arrivati!” Entrano una giovane donna africana con un neonato legato al petto, un’alta signora con tre figli grandi, e poi quattro ragazze con sacchetti pieni di cibo e bibite. Ma soprattutto, una di loro trasporta una piccola libreria a forma di cubo, piena di libri colorati, pronti per essere letti.
“Solo la parola rende uguali”, scriveva don Milani nel 1967, quando nelle sue battaglie contro la dispersione scolastica riteneva la conquista del linguaggio fondamentale per esercitare una piena cittadinanza. Nello sviluppo linguistico e visivo, un ruolo fondamentale è svolto dall’ascolto delle storie. Attraverso di esse, i bambini sviluppano il loro lessico, avviando un processo che proseguirà nell’arco di tutta la vita. Gli studi sui benefici della lettura ad alta voce sono numerosi: questa pratica sollecita il pensiero logico, allena l’immaginazione e la creatività, attiva il problem solving, favorisce una gestione consapevole delle emozioni e della socialità.
Da questa consapevolezza nasce il progetto “Librerie itineranti in pianura”, ideato dalla cooperativa sociale Arca di Noè (Consorzio l’Arcolaio) all’interno del Progetto SAI del Comune di Bologna, coordinato da ASP Città di Bologna. “L’idea nasce per promuovere la lettura ad alta voce in alcune strutture di accoglienza situate prevalentemente nella zona di Pianura Est, come questa”, racconta Chiara De Carlo, coordinatrice dell’équipe SAI per il polo Pianura Est dell’Arca di Noè, mentre sistema un grande telo azzurro sul prato, e predispone i libri prima di cominciare. “Abbiamo coinvolto undici bambini e dieci adulti, sono tutti entusiasti. Speriamo che questa sia solo una prima sperimentazione e che poi venga replicata anche in altri contesti”.
Negli ultimi mesi, in cinque strutture del Progetto Sai gestite da Arca di Noè (Casa Repubblica 2, Casa Marana, Casa Saletto, Casa Valle e Ampliamento Ucraina 17) sono state installate altrettante librerie mobili, popolate da una serie di libri pensati per i bambini e ragazzi che oggi vivono in quelle case. In futuro, queste “biblioteche itineranti” potranno essere spostate e i libri potranno essere scambiati, in tutto o in parte, in base agli interessi dei bambini che crescono o delle nuove famiglie che arriveranno.
Per inaugurare queste mini-biblioteche, sono stati organizzati cinque incontri nelle varie strutture, durante i quali l’associazione Aldabra di Bologna ha realizzato letture ad alta voce di alcuni libri scelti. Gli incontri hanno coinvolto tutte le famiglie che vivono nelle strutture, mostrando ai genitori l’importanza della lettura ad alta voce e come farla, e creando un momento di gioco e socializzazione.
Un contributo fondamentale l’ha dato la libreria Attraverso di Bologna, una libreria di quartiere specializzata in testi per l’infanzia e l’adolescenza: le libraie hanno proposto la lista di libri che hanno popolato queste mini-librerie. “Abbiamo scelto testi che fossero adatti all’età dei bambini e ragazzi nelle varie case”, spiega Letizia Carlucci, libraia di Attraverso e fondatrice dell’associazione Aldabra, mentre sfoglia le pagine di un albo illustrato. “Ci sono libri in italiano ma anche silent book, senza parole, o scritti tutti in maiuscolo per facilitare i bambini che stanno imparando a leggere e scrivere”.
Le tematiche sono l’amicizia, l’inclusione, la cooperazione, il divertimento e la quotidianità. “Volevamo dare la possibilità ai piccoli lettori e lettrici di identificarsi nella storia: chi ascolta deve potersi immedesimare nel protagonista e vivere in prima persona le avventure”, spiega Letizia. “La prospettiva è sempre multiculturale e inclusiva: le storie scelte offrono punti di vista, valori e ideali diversi”.
Nella lettura, spiega Letizia, bisogna lasciare che siano le storie a fare il loro lavoro. “Non utilizzo voci diverse, non rendo teatro ciò che teatro non è”, dice. “Così lascio i ragazzi liberi di immaginare. Il trucco migliore è scegliere libri che raccontino storie che possano essere lette in tanti modi diversi. Le domande servono a rompere il ghiaccio, a coinvolgere i ragazzi, poi prende il sopravvento la storia. Il setting è importante: chi legge deve mettersi al livello dei bambini, sedersi a terra, vicino a loro, far scegliere a loro il libro. I bimbi devono sapere che sono loro i protagonisti”.
Finalmente è il momento di cominciare. Sopra la coperta stesa sull’erba si siedono, uno vicino all’altro, Dmitro, 10 anni, dall’Ucraina, Yasmine, quasi 13 anni, dalla Tunisia, insieme ai suoi fratelli Yassine (10 anni) e Yara (5 anni), e poi Ben, che ha solo quattro mesi e viene dalla Costa d’Avorio. E naturalmente i padroni di casa, i piccoli Sasha e Agniya, dalla Russia. Tutto intorno ci sono i loro genitori, le operatrici delle strutture e due volontari di Aldabra.
Si comincia con un libro semplice, La torta è troppo in alto, poi si passa a Tutti in cantiere. Mentre Letizia legge, i bambini ascoltano attenti. Lei gesticola, fa domande, interagisce. “Avete capito cosa è successo qui?”, chiede. “Secondo voi questo che animale è?” C’è chi si butta. “È un maiale!” “È un cinghiale!” “È un rinoceronte!”, dicono, guardando il disegno stilizzato di un grande ippopotamo. Alla fine della lettura parte l’applauso.
Il pomeriggio prosegue tra una pagina e l’altra. L’ultimo testo lo sceglie Yasmine, la più grande del gruppo. Si intitola Gufo è ora di dormire. Legge Yassine, suo fratello. “Gufo è un tipo saggio e gentile…” Yassine si emoziona, a volte si blocca, ma Letizia lo incoraggia. “Continua continua!” Alla fine, scatta di nuovo l’applauso. “Possiamo andare a mangiare adesso?”, ride Yasmine.
È il momento della merenda, un’occasione per stare tutti insieme, i bambini e le famiglie, e conoscersi meglio. “La mia migliore amica Ramin, che viene dal Pakistan, mi ha sempre consigliato di leggere”, racconta Yasmine, mentre dà un morso a una pizzetta. “Io dicevo no! No! Prima non avevo la passione dei libri, ora invece ho scoperto che mi piacciono. Non leggo libri qualsiasi, sono fissata con i libri d’amore. Letizia mi ha portato cinque o sei storie d’amore, in un mese le ho già lette tutte. E poi mi piacciono anche le storie tristi. Ora voglio provare a leggere anche qualche libro horror, con storie di paura”.
Si avvicina anche Yassine, il fratello piccolo di Yasmine: “Io invece ero appassionato di lettura anche in Tunisia, prendevo in prestito tanti libri”, dice. “Ora leggo in italiano, alcune parole sono più difficili. Nella mia scuola ci sono due biblioteche, una su e una giù. Quando dobbiamo fare la merenda vado in biblioteca e prendo un libro da leggere”. E poi aggiunge orgoglioso: “Quest’anno, non so com’è successo, la mia maestra mi ha detto che sono il primo della classe! Quel giorno mi sono sentito strafelice, e da allora leggo ancora di più”.




