Abdulla, volontario per il welfare

Abdulla Tullah dalla Sierra Leone, Said Farook (Afghanistan), Makan Kanoute (Mali). Erano presenti anche loro, a metà dicembre, alla Mediateca di San Lazzaro di Savena per essere premiati come “cittadini virtuosi”. Fanno parte del folto gruppo dei volontari per il welfare, nello specifico come protagonisti della Raccolta Solidale di generi alimentari e beni di prima necessità nei supermercati del territorio che sono stati destinati all’Emporio solidale Amalio e ai Servizi per i minori.

L’esercito dei volontari per la solidarietà

Abdulla, Said e Makan sono iscritti all’“Albo del Volontariato Singolo” del Comune e aderiscono a molteplici eventi tra quelli che vengono proposti. Le Raccolte Solidali sono due all’anno, solitamente in maggio e in ottobre; a settembre c’è la raccolta del materiale scolastico che viene poi donato alle famiglie in difficoltà. Il Comune, che coordina tutte le attività, come spiega Ramona Miglietta, assistente sociale, propone ai cittadini varie opzioni: ciascuno sceglie poi di partecipare a quelle in cui meglio si riconosce. In più, esiste anche l’“Albo dei Cittadini Virtuosi”: gruppi, associazioni, aziende che avanzano autonomamente all’amministrazione proposte solidali e fanno donazioni. Un “esercito”, quello iscritto agli Albi, che supera il centinaio di adesioni. “I migranti sono una presenza costante e apprezzata, sono conosciuti perché spesso disponibili a partecipare e a collaborare – sottolinea Miglietta -. La presenza di questi ragazzi, assieme ai cittadini di San Lazzaro, in un’attività di volontariato a favore di cittadini ‘fragili’ locali fa sì che vengano percepiti come parte attiva e positiva del tessuto sociale”.

Dalla Sierra Leone a San Lazzaro di Savena

Said frequenta la scuola e un corso di formazione nel settore della ristorazione, è bravissimo a fare la pizza. Pure Makan studia; nel frattempo, ha svolto un tirocinio nei supermercati e cerca un’occupazione nel campo, anche lui, della ristorazione o della logistica.

Portavoce per tutti è Abdulla Tullah, 21 anni, richiedente asilo. “Quando in Sierra Leone è cambiato il governo, a quelli che, come me, non simpatizzavano per il nuovo regime hanno cominciato a dare la caccia. Sono venuto in Italia, Paese al quale sono molto grato per avermi accolto, chiedendo protezione internazionale. La mia è una storia comune, purtroppo: un viaggio infinito attraverso Sierra Leone, Guinea, Mali, Niger. Arrivato in Libia, ho conosciuto la prigione e la fame, quella vera. Appena rilasciato, mi sono imbarcato per l’Italia. Ricordo ancora quel viaggio impossibile: eravamo in 157, stipati all’inverosimile, alcuni sono annegati. Tutto il tempo l’ho trascorso con una gamba sull’imbarcazione e l’altra in mare. Era settembre 2016 quando sono arrivato in Sicilia, ma dopo pochi giorni ero già a Bologna. Ed è stata la mia fortuna…”.

Abdulla, volontario per il welfare

Produrrò una canzone in italiano”

“Vivo a San Lazzaro – prosegue Tullah – studio al CPIA (Centro istruzione per adulti) e quest’anno darò l’esame di terza media: gli autobus per me non hanno segreti. Con il mio abbonamento mensile mi sposto ovunque, soprattutto verso Bologna dove vado in Sala Borsa, a incidere musica con un amico. Perché rap, hip hop e RnB sono le mie passioni. Produco canzoni rap, per ora in inglese, freestyle, ma il mio sogno è di scrivere e cantare una canzone in italiano”.

“È davvero bravo – racconta Filippo Nuzzi della cooperativa Piazza Grande, titolare come Consorzio l’Arcolaio, all’interno del sistema SPRAR-SIPROIMI, di quattro appartamenti nella città di San Lazzaro, compreso quello dove vive Abdulla –. Come cooperativa abbiamo organizzato la festa di fine ramadan, ed è stata un successo. Siamo quindi impegnati nella formazione, nei laboratori e nelle attività sportive, tutte azioni per sviluppare accoglienza e integrazione. Abdulla è già parte della comunità locale: è autonomo, si muove con agilità, noi lo accompagniamo nell’assistenza legale e nell’inserimento al lavoro attraverso la formazione mirata e l’attivazione di tirocini. Abdulla, ma anche Said e Makan, si può dire che siano stati quasi adottati: durante la Raccolta Solidale, finito il lavoro, i volontari locali hanno preparato per tutti panini al pollo, avendo l’accuratezza di evitare maiale e strutto”.