I ragazzi di Valgattara campioni di integrazione sui campi di calcio

I ragazzi di Valgattara campioni di integrazione sui campi di calcio

“È nato tutto per caso quattro anni fa: il commercialista della nostra società sportiva era venuto a conoscenza della passione per il calcio di alcuni ospiti della struttura SPRAR-SIPROIMI per minori di Valgattara di Monghidoro. Così noi, anche se siamo la squadra di San Benedetto Val di Sambro, abbiamo deciso di dare una mano per realizzare il loro sogno sportivo”. Giuseppe Taglioli, storico dirigente del Valsambro, ricorda le origini di un progetto davvero unico: la creazione di una squadra formata solo da minorenni immigrati, residenti in una struttura di accoglienza, per partecipare a un campionato provinciale UISP di calcio a 7. Un’impresa affatto semplice, sia dal punto di vista organizzativo che logistico che però, in pochissimi anni, ha dato molte soddisfazioni sia ai giocatori che a tutti coloro che, con la loro determinazione, rendono possibile questo progetto di sport e integrazione.

Quattro campionati per alzare il trofeo

“Il primo anno è andata male, con tante sconfitte e pure la nomea di quelli che giocavano duro sulle gambe degli avversari – racconta il presidente Taglioli -. Dopodiché siamo andati per due volte in finale, perdendole però entrambe. Uno dei problemi è che ogni anno la gran parte dei ragazzi della squadra cambia, perché una volta raggiunta la maggiore età sono trasferiti in strutture SPRAR per adulti, sparse sul territorio bolognese. Diventa perciò ancora più complesso il trasporto per gli allenamenti a San Benedetto, che si svolgono insieme alla nostra squadra juniores, e le partite, che si giocano di sera durante la settimana in giro per la provincia. Così solo pochi giocatori hanno potuto disputare più di una stagione con la squadra”.
Poi, nel campionato 2018-2019, la consacrazione del Valsambro con una cavalcata trionfale fatta di 18 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta in 20 partite. Il sigillo su una stagione memorabile, dominata dall’inizio alla fine, è stato il 4-0 contro gli avversari nella finale play off a Sala Bolognese. Hamed, il capocannoniere, Anthony, i due Fofana, Baidi, Sekou, Ousman, Filamorodjata, El Hadji, Eros e tutti gli altri giovani con la maglia azzurra del Valsambro hanno così potuto alzare un trofeo che si sono meritati.

Talenti su cui puntare

“Molti di loro sono calciatori con la C maiuscola, che potrebbero giocare almeno in Prima Categoria e qualcuno anche in serie superiori – è convinto il dirigente del Valsambro -. Dagli avversari quest’anno hanno ricevuto solo complimenti. Hanno una grande tecnica, abbiamo fatto 62 gol e distanziato la seconda, nella stagione regolare, di 8 punti. Quattro di loro ora giocano anche in squadre a 11 dei campionati FGCI. Sono tutti giovanissimi e corrono al doppio della velocità degli altri, meriterebbero di essere visionati da qualche osservatore di società importanti. Noi li abbiamo invitati qualche volta alle partite, ma non si è ancora visto nessuno”.

Fernando, accompagnatore che si è scoperto allenatore

Nove dei ragazzi ospiti a Valgattara fanno parte del Valsambro mentre alcuni altri, già compiuti i 18 anni, si aggregano alla squadra arrivando sul campo dai loro nuovi luoghi di residenza. Gli spostamenti dalla struttura SPRAR-SIPROIMI di Monghidoro sono assicurati dal pulmino guidato da Fernando, operatore notturno dell’accoglienza che, per l’ultimo campionato, si è inventato anche accompagnatore e allenatore della squadra. Le sue origini brasiliane potrebbero essere una garanzia, ma Fernando spiega che non è un grande appassionato di calcio: “quando ero più giovane (ha compiuto da poco 40 anni e da 15 vive a Bologna, ndr) ho giocato, certo, ma mi dedico di più alla capoeira e alle decorazioni artistiche, oltre che al mio lavoro al Valgattara. In panchina ho preso il posto di un altro operatore, perché fin dalla creazione della squadra il mister è sempre stato un rappresentante della struttura. Ai ragazzi penso di aver trasmesso, più che insegnamenti tecnici, la calma e la sportività in campo: quest’anno abbiamo avuto pochissime ammonizioni e nessuna espulsione. In questo progetto sto dando tante energie e vorrei continuare anche l’anno prossimo. Il senso di squadra che hanno acquisito giocando sul campo lo hanno trasmesso anche all’interno della struttura ed è un elemento molto positivo”.

Il bomber, il jolly e un portiere “straniero”

Il più giovane del gruppo è il sedicenne Filamorodjata, guineano da tre anni in Italia. Nel Valsambro gioca da due stagioni come attaccante e in quella appena conclusa le sue reti hanno fatto la differenza. Anche al suo Paese giocava in una squadra, fin da piccolo. Visti gli ottimi risultati è stato tesserato anche dalla Pianorese e dal Marzabotto di calcio a 11. Quando non è impegnato sul campo frequenta la scuola professionale del CEFAL di via Toscana 1 a Bologna, per diventare operatore degli impianti elettrici, solari e fotovoltaici. “Il calcio significa tanto per me – dice – ma voglio concentrarmi anche sullo studio per il mio futuro, presto avrò l’esame di fine anno per il diploma”.
Il jolly della squadra, difensore che ha il vizio del goal con le sue 14 reti stagionali, è Anthony, diciottenne nigeriano da un anno in Italia. Sua anche la marcatura che ha sbloccato il risultato della finale. “Frequento un corso da saldatore e ho già conseguito la licenzia media, partecipare al campionato è stata un’esperienza molto bella e ci ha uniti come gruppo”.
L’unico “straniero” della squadra è stato Eros, studente diciannovenne italiano di Vado che è stato il portiere titolare, dal momento che nessuno dei ragazzi sapeva stare nel suo ruolo. Da anni gioca negli juniores del Valsambro ed è riserva anche nella prima squadra, che milita in Prima Categoria. È forse il più entusiasta di come sono andate le cose e la sua testimonianza riesce a ribaltare il mondo come una rovesciata. “Mi sono trovato benissimo con i ragazzi fin da subito, mi hanno accolto come uno di loro e si è creato grande affiatamento – racconta -. Sono orgogliosissimo di avere vinto insieme a loro. Prima di conoscerli pensavo più a me stesso, non mi interessavo del tema dei migranti. Ora, avendolo vissuto in prima persona, non posso che pensare il meglio di questi ragazzi. Con alcuni ci vediamo anche nel tempo libero. Spesso parlo di loro, e di come vivono, con i miei familiari e i miei amici”.

Pronti per il prossimo campionato con qualche piccolo rammarico

Il presidente Taglioli si è dato sempre da fare per accompagnare i giocatori dalla stazione e, quelli più grandi, dalle strutture SPRAR dell’Osservanza o del Lazzaretto fino ai campi di gioco, e non si è mai tirato indietro mettendo a disposizione risorse del bilancio della società sportiva per l’attività della squadra, che ammontano a qualche migliaio di euro all’anno. Negli anni scorsi la quota per l’iscrizione al campionato è stata sostenuta dal Valsambro: quest’anno la Cooperativa Cidas ha sostenuto il costo tramite fondi della Progettualità SPRAR a cui afferisce la struttura d’accoglienza per MSNA “Villa Augusta” di Valgattara. “Mi sono molto appassionato alle storie di questi giovani – dice il presidente Taglioli – e li voglio ringraziare per il bel regalo che mi hanno fatto la sera del mio settantesimo compleanno: ero come sempre alla partita insieme a loro e hanno vinto 8-0”.