Destiny, il bambino che si “inventa” le feste

Destiny, il bambino che si “inventa” le feste

Destiny ha cinque anni. Parla tre lingue: italiano, inglese e pidgin, idioma di cui esistono molte varietà in differenti parti del mondo. E’ nato in Marocco da mamma nigeriana, Mary, che di lui dice: “E’ un bambino dolcissimo, un gran chiacchierone e spesso birichino. Dà grandi soddisfazioni quando ottiene ciò che vuole”.
Destiny vive a Bologna da quando non aveva neppure due anni: prima all’Hub di via Mattei, quindi a Casa Mila, oggi alla Casa della Resistenza, struttura SPRAR/SIPROIMI gestita dalla Società Dolce  a San Biagio di Casalecchio di Reno (Bologna).
In questa estate frequenta il campo estivo con alcuni dei compagni della scuola materna che abitualmente frequenta. Va d’accordo con tutti, Destiny. Come a tutti i bambini, gli piacciono le feste. La mamma Mary, insieme alle altre ospiti della struttura e alle operatrici, a Natale e in estate, è solita invitare gli inquilini del palazzo in cui vive e alcuni vicini di strada per una merenda, un momento conviviale per conoscersi di più e meglio; talvolta per smussare alcuni attriti perché, a differenza dei bambini, non tutti gli adulti sono privi di pregiudizi.

Destiny, il bambino che si “inventa” le feste

“Posso invitare i compagni di scuola?”
Quando Destiny ha avuto in mano l’invito, si è messo in proprio. “Posso distribuirlo a scuola?”, ha chiesto alla madre e a Irene, della Società Dolce, operatrice di riferimento dell’ente gestore dell’accoglienza. Da lì si è attivata una catena virtuosa che, grazie anche alla collaborazione della rappresentante dei genitori della classe, ha portato tanti bambini alla festa di Mary e Destiny. Che il caso e il calendario hanno voluto coincidesse con la Giornata del Rifugiato.
“Ci siamo dovuti spostare in giardino, tanti eravamo”, ricorda Mary. “Alcuni hanno portato il fratellino e molti genitori si sono fermati, incuriositi e interessati. Non conoscevano la nostra storia, la realtà SPRAR, come funziona il sistema di accoglienza. Ci siamo conosciuti e hanno apprezzato le specialità nigeriane. Sì, sono una buona cuoca, forse eccedo un po’ con il peperoncino nel riso…”

La mamma: “La gente comincia a conoscerci”
“Lo so, è stata una piccola cosa – continua Mary – ma per noi molto importante. Destiny è stato contentissimo di mostrare la casa ai suoi ai compagni di classe. Non soltanto io, ma anche le altre ospiti della struttura hanno apprezzato la presenza e l’interesse di tante persone che prima non conoscevamo. E’ stato un momento di coinvolgimento di partecipazione, di festa vera. Tanto che gli amichetti hanno portato dei regali – macchine, quaderni, libri, colori – a Destiny, anche se non era il suo compleanno”.
Destiny sta diventando un “ometto” in fretta, gli piacciono gli scherzi ma è responsabile, tanto che ormai si prepara da solo ciò che gli occorre, ogni giorno, per il campo estivo. “Soprattutto costume e ciabatte per la piscina, l’acqua è una sua passione”, sorride Mary. “Ora devo andare – dice la giovane mamma – mi aspettano al lavoro, all’Ospedale Maggiore. Mi piace lì, grazie al tutor del lavoro del Progetto SPRAR/SIPROIMI dopo un tirocinio lungo un anno sono stata assunta regolarmente. Io e Destiny, ora, siamo più tranquilli…”